Il mio metodo
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Non nascondo che,
anche il mio metodo, richieda impegno, buona volontà e tanta, tanta
... motivazione. |
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Ma ... se ricordo i
tempi in cui io frequentavo le lezioni di dizione ... bèh ... in
tutta sincerità, devo dirvi che erano veramente "barbose".
Si basavano più che altro sulla lettura delle regole e relative eccezioni
(e credetemi di eccezioni ce ne sono tante ... ! ), la loro
memorizzazione e la continua ... ripetizione. |
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Ricordo anche
che, gli allievi, una volta memorizzata una parola in
modo corretto, erano bravissimi nel ripeterla (finché stavano seduti ai
loro banchi) ... ma ... nel momento in cui entravano in "azione", vale a
dire, facevano una o più cose "contemporaneamente" (un movimento, un
pensiero sull'intenzione del testo, l'ascolto dell'altro, la ricerca di un
punto nello spazio verso cui dirigersi, o verso cui guardare, ecc.) ...
ecco che ... all'improvviso ... la "dizione corretta" della parola appena
appresa ... si volatilizzava ... passava in secondo ordine e ...
tutto veniva dimenticato. |
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Ecco perché, durante gli anni del mio insegnamento ho
intuito che la "parola corretta" va memorizzata con tutto il corpo e con la parte
"emozionale/creativa"
oltre che con quella "razionale". |
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Nel mio metodo dunque, attingo agli elementi essenziali
che fanno parte del mestiere dell'attore (tecniche di sviluppo
dell'immaginario e ricerca di disinvoltura e credibilità nel proprio corpo
e nella propria voce). Il risultato è che l'allievo riesce a
"fissare" meglio la parola corretta
ed a mantenere la naturalezza. |
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E ... come accade quando si impara una nuova lingua, si
può, poi, "scegliere" di parlare "in dizione italiana", oppure "in
dialetto", oppure "con cadenza dialettale", oppure ... "in francese"! ...
salviamo i dialetti, ma salviamo anche la
koinè! |
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